UP Design Mole

Il perché del nome Mole? "Torino è la città che mi ha accolto, dove mi sono affermato a livello professionale che imprenditoriale". Umberto Palermo rende così omaggio al capolavoro di Antonelli ed a Torino.

UP Design Mole
p.a.fina
Pubblicato il 11 giu 2015

Gli automobilisti statunitensi non avranno troppa difficoltà nel pronunciare il nome Mole. Ha due sillabe ed un significato da ora non solo architettonico o geografico, perché identifica la prima vettura marciante della UP Design: è un prototipo, ha esordito questa mattina a Parco Valentino e dal prossimo luglio sarà in tournee nelle principali città del Nord America, dove si rivolgerà – così leggiamo sulla nota stampa – a chi desidera guidare qualcosa di unico.

Questo perché la sportiva torinese adotta una meccanica di alto profilo, ancorché ereditata da automobili non più in commercio. Il motore ad esempio è un V8 da 3.0 litri, bialbero, accreditato di 240 CV (a 7.000 giri/minuto) e 260 Nm di coppia (a 5.000 giri/minuto). Umberto Palermo, fondatore della casa, non ha rivelato l’origine dell’unità.

Umberto Palermo ci racconta com’è nata la shooting brake su base Maserati Granturismo.

La Mole raggiunge in lunghezza i 4,73 metri ed è configurata per ospitare 2 passeggeri, all’interno di un abitacolo da cui si accede tramite la rotazione di una capsula: il modulo consta del parabrezza, del tetto, dei finestrini e delle portiere. L’auto pesa 1.430 chili ed utilizza un telaio tubolare in acciaio, mentre la carrozzeria è realizzata con materiali compositi. Le sospensioni sono a quadrilatero su entrambi gli assi, i dischi misurano 330 mm e la trasmissione manuale ha 5 rapporti. I cerchi in lega sono ampi 22 pollici e calzano pneumatici 265/30 e 295/25. Nello stand sono presenti anche le Lucrezia e Vittoria.

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