Esami della patente, in aula arriva lo strumento anti "furbetti"

Il Ministero introduce i jammer in 130 aule d'esame per la patente entro il 2026 per prevenire frodi nei quiz informatizzati. Previste esenzioni per motivi medici

Esami della patente, in aula arriva lo strumento anti "furbetti"
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Giorgio Colari
Pubblicato il 5 mar 2026

L’Italia si prepara a una svolta decisiva nella lotta contro le frodi agli esami per il conseguimento della patente, adottando una misura tecnologica destinata a cambiare radicalmente il modo in cui vengono gestite le sessioni di valutazione presso la Motorizzazione. Entro il 2026, infatti, saranno operative ben 130 aule dotate di jammer, dispositivi in grado di neutralizzare ogni tentativo di comunicazione illecita durante le prove, a tutela della regolarità e della trasparenza dei test.

La decisione è stata formalizzata

La decisione, formalizzata con la circolare ministeriale n. 3098 del 30 gennaio 2026, rappresenta la risposta del Ministero dei Trasporti all’escalation di tentativi di truffa che hanno minato la credibilità delle procedure di esame informatizzato. L’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare l’equità e la meritocrazia, in particolare nei percorsi di abilitazione professionale e per il conseguimento della CQC (Carta di Qualificazione del Conducente), dove la posta in gioco è particolarmente alta sia per i candidati sia per la sicurezza collettiva.

L’implementazione dei jammer prevede la generazione di campi elettromagnetici in grado di saturare le frequenze di telefoni cellulari, auricolari wireless e microtelecamere, strumenti ormai tristemente noti per il loro utilizzo nelle pratiche fraudolente. La schermatura sarà attiva esclusivamente durante le sessioni di esame e circoscritta agli spazi interni delle aule, garantendo così che le misure di sicurezza non interferiscano con le attività quotidiane della struttura.

Non mancano le difficoltà

Tuttavia, il ricorso ai jammer non è privo di criticità, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei candidati che fanno uso di dispositivi elettromedicali essenziali. Il Ministero ha infatti riconosciuto il rischio di interferenze con apparecchiature vitali come i sistemi di monitoraggio del glucosio (CGM), i microinfusori di insulina gestiti tramite app, nonché dispositivi salvavita quali pacemaker e defibrillatori dotati di telemetria wireless. Non vanno dimenticati, inoltre, i moderni smartwatch sanitari e le protesi acustiche Bluetooth, sempre più diffusi tra i cittadini.

Per garantire la massima inclusività e sicurezza, la Motorizzazione si impegna a organizzare esenzioni dedicate: saranno infatti previsti turni separati, senza attivazione dei jammer, per tutti i candidati che potranno esibire una certificazione medica specialistica attestante la necessità di utilizzare tali dispositivi durante l’esame. Questo aspetto rappresenta una delle novità più rilevanti del piano, volto a conciliare la lotta alle frodi con la tutela dei diritti delle persone affette da patologie croniche o disabilità.

Le reazioni alla nuova strategia sono state eterogenee. Da una parte, le istituzioni sottolineano come la proliferazione di strumenti tecnologici per aggirare i controlli abbia messo a rischio la stessa credibilità degli esami. Dall’altra, associazioni di pazienti e rappresentanti del settore sanitario chiedono rassicurazioni in merito ai possibili effetti dei campi elettromagnetici generati dai jammer e sollecitano procedure rapide e trasparenti per l’ottenimento delle esenzioni.

Può essere un buon deterrente

Gli esperti concordano nel ritenere che la schermatura rappresenti solo una delle componenti di una strategia più ampia. Il rafforzamento dei controlli identitari, il distanziamento fisico tra i candidati, l’introduzione di sistemi di videosorveglianza avanzati e la revisione dei protocolli d’esame rimangono strumenti imprescindibili per ridurre al minimo i punti di vulnerabilità e assicurare un percorso di valutazione realmente meritocratico.

Dal punto di vista operativo, i candidati saranno informati fin dall’inizio che la schermatura verrà attivata al loro ingresso in aula. Coloro che utilizzano dispositivi elettromedicali dovranno invece attivarsi per tempo, presentando la documentazione necessaria per accedere alle sessioni alternative. In quest’ottica, la Motorizzazione lancerà specifiche campagne informative, finalizzate a chiarire modalità di richiesta e iter burocratici per il riconoscimento delle esenzioni.

Il piano di estensione nazionale dei jammer prevede una progressiva copertura delle 130 aule entro il 2026, segnando così un passo fondamentale verso la digitalizzazione sicura e trasparente delle procedure per il conseguimento della patente. Il dialogo resta aperto tra amministrazioni locali, operatori sanitari e associazioni professionali, con l’obiettivo di definire soluzioni operative condivise che tutelino la sicurezza degli esami senza penalizzare chi necessita di supporti medici certificati.

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