Ferrari LaFerrari, da due anni in un deposito all'aperto: si sta distruggendo
Una Ferrari LaFerrari da oltre 2,3 milioni è stata sequestrata dalla dogana filippina e lasciata all'aperto a Manila. Possibile asta futura e lavori di restauro molto costosi
Nel cuore di Manila, una delle città più vivaci e trafficate del Sud-Est asiatico, si consuma una vicenda che lascia perplessi appassionati e addetti ai lavori del settore automobilistico: una Ferrari LaFerrari, tra i 499 esemplari prodotti al mondo, giace da mesi in uno stato di abbandono, vittima di una burocrazia lenta e di un clima impietoso. Questo gioiello della tecnica e del design italiano, con telaio numero 204219, è stato sequestrato oltre un anno fa dalla dogana filippina durante un’operazione contro l’importazione illegale di veicoli di lusso. Da allora, il bolide rosso è rimasto parcheggiato in un deposito doganale, esposto senza protezione a polvere, calore e all’umidità tipica delle Filippine, con un valore di mercato che supera i 2,3 milioni di dollari e che si erode giorno dopo giorno insieme alle sue condizioni.
Fu battuta all’asta per 2,35 milioni
L’esemplare in questione, rifinito in una classica livrea Rosso Corsa con tetto nero e interni in pelle marrone chiaro, aveva fatto parlare di sé già nel 2019, quando era stato battuto all’asta a Riyadh per oltre 2,35 milioni di dollari. Il suo destino ha però preso una piega inattesa con il sequestro amministrativo, che l’ha trasformata da oggetto del desiderio a simbolo delle difficoltà nella gestione dei beni confiscati.
Le immagini che arrivano dal deposito sono eloquenti: vetri opacizzati, carrozzeria ricoperta da uno spesso strato di polvere, e segni evidenti di deterioramento dovuti alla prolungata esposizione agli agenti atmosferici. Il clima tropicale di Manila, caratterizzato da sole intenso, piogge abbondanti e livelli elevati di umidità, rappresenta una vera minaccia per la conservazione di un’auto di questo calibro.
Gli esperti mettono in guardia dal restauro
Gli esperti del settore automobilistico mettono in guardia: l’azione combinata di raggi UV, piogge acide, umidità e possibile salsedine può compromettere in modo grave la verniciatura originale, il delicato rivestimento in pelle degli interni, i sofisticati sistemi elettronici e persino la struttura meccanica sottostante. La corrosione, favorita da queste condizioni, rischia di intaccare anche parti fondamentali del telaio e dei componenti tecnici, accelerando il degrado materiale e riducendo ulteriormente il valore della vettura.
Nonostante le autorità abbiano annunciato l’intenzione di procedere con un’asta pubblica per la vendita della supercar, al momento non esiste ancora un calendario ufficiale. Questo limbo burocratico non fa che peggiorare la situazione della Ferrari LaFerrari, lasciando sospeso il suo destino tra le esigenze della legge e quelle della conservazione di un patrimonio automobilistico unico. Gli addetti ai lavori sono concordi: qualunque futuro acquirente dovrà mettere in conto un restauro impegnativo e costoso, sia per la difficoltà nel reperire parti originali sia per l’alto livello di specializzazione richiesto. I costi di un intervento di ripristino possono essere estremamente elevati, soprattutto se si considera la necessità di restituire alla vettura le sue condizioni originali senza comprometterne il valore storico e collezionistico.
Una situazione complessa
Dal punto di vista legale, la situazione resta complessa. Il vincolo sui beni sequestrati, come questa Ferrari, permane fino alla conclusione di tutti i procedimenti giudiziari e degli eventuali ricorsi. Questo è un aspetto fondamentale per garantire la tracciabilità e la corretta custodia legale dei beni, ma crea anche un inevitabile scollamento tra le procedure amministrative e la concreta tutela del valore economico e culturale dell’auto. Le autorità della dogana filippina sottolineano come la priorità sia il rispetto delle formalità legali, mentre i restauratori indipendenti ribadiscono che un esemplare così raro può essere recuperato, ma solo con tempi lunghi, competenze altamente specializzate e investimenti significativi.
La storia di questa supercar, parcheggiata sotto il sole e la pioggia di Manila, solleva interrogativi importanti sulla gestione dei beni confiscati e sull’equilibrio necessario tra legalità, conservazione e trasparenza amministrativa. Il dibattito pubblico si interroga su come sia possibile tutelare un patrimonio di tale valore senza sacrificare la necessità di rispettare le procedure. Nel frattempo, il destino della Ferrari LaFerrari rimane incerto, sospeso tra le lungaggini dello Stato e le aspettative di un mercato che, quando arriverà il momento, dovrà valutare non solo il prezzo di partenza, ma anche il reale costo del ripristino e il peso di una storia legale che, nel bene e nel male, la rende unica.